RISULTATI RICERCA

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Francesco Romizi, Francesca Lagomarsino

Migrazioni, pensarsi in movimento attraverso la religione. Introduzione

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2024

Con un numero monografico sul binomio religione-migrazione, declinato su esperienze di ricerca internazionali, abbiamo inteso approfondire l’esistenza di sguardi che si interrogano su tale rapporto da angolature di-verse dalla nostra. Altri sguardi che riguardano sia i luoghi della ricerca, sia i gruppi nazionali considerati sia l’approccio locale o transnazionale. Inoltre abbiamo provato ad esplorare i possibili sviluppi di questo campo di studi, indotti sia dalla sua trasformazione intrinseca sia dall’emergere di nuove prospettive di ricerca. In questo senso, questo dossier ci restituisce uno scenario stimolante, fatto di conferme e novità. Da una parte, sono corroborati quegli approcci che rappresentano la religione come un porto sicuro, all’interno di complessi processi sociali, simbolici e identitari vis-suti dai migranti nelle società riceventi; dall’altra, emergono sguardi che leggono la religione come strumento di navigazione usato in acque perennemente incerte. In questi ultimi studi, lo sguardo del ricercatore non si fissa tanto su luoghi e orizzonti specifici, ma segue i movimenti, non sempre coerenti, dei migranti, cercando di identificare la partecipazione della religione e delle sue pratiche, in tali movimenti.

Dans la fabrique du sentiment national. L’Histoire à l’école depuis 1945 is an important book, which disproves the commonplace according to which the renationalisation of history curricula – a phenomenon presents throughout the world and in Europe in particular – is a reaction to globalist, empathic and intercultural pedagogies. In reality, the self-centred view has never left European classrooms, even if it has had to come to terms with a critical approach since 1945. It is therefore necessary for the didactic scholar to revise his or her tools of analysis, and for the academic historian to take an interest in the historical education of citizens.

The aims of history education are inevitably contested and particularly so in the context of the United Kingdom where at least four nations are contained within one state structure. This article reviews the project of the English National Curriculum, introduced in 1988-1991, and revised and reissued since on four further occasions, and it traces change and continuity in the contents and disciplinary framing of the curriculum over time. Contrasts between these changes and the understandings of history espoused by historians and by politicians are considered, as are the varying ways in which political agendas have shaped and reshaped the curriculum.

Robbert-Jan Adriaansen

From Concept to Classroom. Historical Consciousness and History Education

PASSATO E PRESENTE

Fascicolo: 123 / 2024

Historical consciousness is a key concept in history education and history didactics. By tracing the history of the integration of historical consciousness in Dutch history education, this article highlights the complexities and negotiations involved in operationalizing the concept within curriculum frameworks. Additionally, the article discusses the limitations of current implementations and advocates for a “meta-historical consciousness”, a higher-order awareness of the frameworks and assumptions that shape our understanding of history, that encourages critical reflection on historical representation and its effects, as well as the influence of one’s own positionality.

A cura della Redazione

Gabriele Turi

PASSATO E PRESENTE

Fascicolo: 123 / 2024

Alfredo Lombardozzi, Elena Molinari, Roberto Musella (a cura di), Forme del narcisismo. Teoria e clinica nella contemporaneità, Raffaello Cortina, Milano, 2024, pp. 337, € 26,00
Paolo Fabozzi, Dispiegando margini. Nei dintorni di D.W. Winnicott. E oltre, Franco Angeli, Milano, 2024, pp. 222, € 28,00
Gianluca Biggio, Il gabbio. Storie di umanità reclusa, Mimesis, Milano- Udine, p. 142, € 14,00

Vitantonio Gioia

Avidità e capitalismo: storia di un problema

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 2 / 2024

Dinnanzi allo spettacolo di diffusi comportamenti, improntati all’avidità, l’autore si chiede quale ruolo essa abbia avuto nella genesi e nello sviluppo delle società capitalistica. Questo tema era già presente nei teorici dell’Illuminismo, convinti che avidità ed egoismo (“passioni anti-sociali”) potessero essere frenati da considerazioni “razionali” o “etiche”, che affondavano le radici nella “natura umana”, esaltando la funzione della società anche nella ricerca della “felicità privata”. Il problema sarà ripreso nei secoli successivi da vari teorici (Carl Marx, Max Weber, Werner Sombart, Émile Durkheim e altri ancora), con la consapevolezza che il capitalismo abbia profondamente trasformato la natura umana, enfatizzando il ruolo dell’avidità nel comportamento individuale e collettivo. Ora, considerati gli attuali squilibri sociali e am-bientali, determinati dal comportamento rapace di individui e gruppi, l’autore si chiede se un riorientamento del comportamento umano possa promuovere un cambiamento sociale.

Gianluca Biggio

Avidità e Marketing. Compulsione sociale e individuale

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 2 / 2024

L’autore propone un approfondimento del concetto di avidità attra-verso alcuni autori classici, da Freud, a Klein e Winnicott. Si evidenzia come l’avidità sia un sentimento primario, correlato a stati mentali pri-mitivi, come l’invidia e l’aggressività. Si sottolinea inoltre il carattere talora compulsivo di questo sentimento, rintracciabile soprattutto nella fase anale e orale dello sviluppo psicosessuale, così come definite da Freud. Tale caratteristica viene connessa anche con l’avidità compulsiva caratterizzante lo sviluppo economico attuale. Si fa riferimento alla nascita del Marketing come attività di supporto sociale al desiderio avido, aspetto strutturale concordemente attribuito all’era del consumi-smo. A queste considerazioni psicoanalitiche e psicosociali segue il flash clinico di una giovane paziente, esemplificativo del tema dell’avidità trattato teoricamente, sia a livello individuale che sociale. Infine vengono proposte alcune conseguenze cliniche di quella che gli psicoanalisti definiscono la società del narcisismo.