Titolo Rivista STUDI ORGANIZZATIVI
Autori/Curatori Sara Recchi, Giovanna Fullin, Valentina Pacetti, Anne-Iris Romens
Anno di pubblicazione 2025 Fascicolo 2025/2
Lingua Inglese Numero pagine 30 P. 90-119 Dimensione file 277 KB
DOI 10.3280/SO2025-002004
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In recent years, remote work has become increasingly widespread. Many companies have adopted hybrid work models, blending in-office and remote work. While much has been written about remote work adoption during and after the pandemic, there is still a limited understanding of how organisations are implementing this working modality. The article aims to fill this gap by identifying the hybrid work models that have emerged in the post-pandemic period. It proposes an analytical framework that highlights the key characteristics of these models. The research is based on a survey of 480 companies in Lombardy, along with case studies derived from qualitative interviews and focus groups involving Human Resource Managers from 19 large companies in Milan. The study identifies four hybrid work models based on two variables: the intensity and flexibility of remote work. The models are the following: Intense and Flexible, Intense and Bounded, Moderate and Bounded, and Moderate and Flexible. In addition to describing how the four models are structured, the article also explores the factors that influence a company's choice of one model over another, the uncertain nature of the constraints posed by the different level of teleworkability, and the implications in terms of recruitment and retention strategies.
Il lavoro da remoto ha conosciuto una diffusione sempre maggiore negli ultimi anni, spingendo numerose aziende ad adottare e consolidare modelli di lavoro ibridi che combinano attività in presenza con periodi di lavoro svolto al di fuori della sede aziendale. Nonostante l'ampia letteratura che ha esplorato l’adozione del lavoro remoto durante e dopo la pandemia, permane una comprensione limitata su come le organizzazioni stiano effettivamente implementando queste modalità di lavoro. Questo articolo si propone di colmare tale lacuna, analizzando i modelli di lavoro ibrido che si sono affermati nel contesto post-pandemico e proponendo un quadro analitico che ne evidenzi le caratteristiche principali. La ricerca si basa su una survey che ha coinvolto 480 aziende in Lombardia e su studi di caso costruiti a partire da interviste qualitative e focus group con responsabili di risorse umane di 19 grandi aziende milanesi. L'articolo identifica quattro modelli di lavoro ibrido, costruiti sulla base di due variabili: l’intensità e la flessibilità del lavoro da remoto. I modelli identificati sono quattro: intenso flessibile, intenso regolato, limitato regolato e limitato flessibile. Oltre a descrivere come tali modelli si articolano, il presente contributo esamina i fattori che spingono le aziende a scegliere un modello piuttosto che un altro, la natura incerta dei vincoli posti dai diversi livelli di remotizzabilità e le implicazioni in termini di reclutamento e retention.
Parole chiave:Lavoro da remoto, modelli di lavoro ibrido, post pandemia, flessibilità, strategie organizzative, Milano
Sara Recchi, Giovanna Fullin, Valentina Pacetti, Anne-Iris Romens, Models of hybrid work: implementing remote work in post-pandemic times in "STUDI ORGANIZZATIVI " 2/2025, pp 90-119, DOI: 10.3280/SO2025-002004