Le aree rurali sono tradizionalmente percepite come salubri e legate a uno stile di vita meno stressante rispetto alle aree urbane. Tuttavia, le persone occupate in agricoltura affrontano numerosi rischi per la salute e la sicurezza, aggravati da incertezze climatiche, difficoltà economiche, orari estenuanti e isolamento sociale. In questo contesto, l’agricoltura sociale emerge come un modello innovativo e inclusivo, in grado di coniugare produzione agricola, inclusione sociale e benessere psicosociale, attraverso pratiche sostenibili dal punto di vista economico, ambientale e sociale. Lo studio vuole analizzare il benessere mentale nelle aree rurali italiane utilizzando dati ISTAT sulla popolazione, sulle cause di morte, sull’indice di fragilità e sul censimento dell’agricoltura, attraverso la costruzione di un indicatore composito. I risultati mostrano che la presenza di agricoltura sociale riduce sensibilmente il tasso di mortalità specifico nelle aree rurali, causando anche delle piccole variazioni sull’indice di fragilità e sull’incidenza del settore agricolo. Lo studio ha permesso inoltre di fornire alcune indicazioni di policy che possono incidere positivamente sul benessere nelle aree rurali.