La giustizia dei traditi. L’attività dei Tribunali provinciali straordinari durante la Rsi (1943-44)

Titolo Rivista ITALIA CONTEMPORANEA
Autori/Curatori Federico Ricci
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2026/310
Lingua Italiano Numero pagine 27 P. 120-146 Dimensione file 261 KB
DOI 10.3280/IC2026-310006
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Dopo la caduta del fascismo e l’armistizio del settembre 1943, la Repubblica sociale italiana cercò di ricostruire un’idea di ordine politico attraverso la giustizia straordinaria, utilizzando come strumenti di epurazione i Tribunali provinciali straordinari. Istituiti con il decreto dell’11 novembre 1943, questi ultimi ebbero il compito di punire i cosiddetti “traditori”, una categoria la cui definizione fu soggetta a interpretazioni politiche, personali e opportunistiche. L’analisi della loro attività evidenzia un sistema caratterizzato da profonde contraddizioni: sebbene formalmente impiegati per garantire una giustizia rivoluzionaria, i Tribunali provinciali straordinari si rivelarono spesso strumenti di regolamento di conti interni e di rivalità personali. In queste esperienze locali, quei Tribunali operarono in un contesto di instabilità e strumentalizzazioni, dove la giustizia politica si sovrappose a dinamiche personali e professionali. Attraverso lo studio della documentazione archivistica disponibile, il presente lavoro ne intende analizzare il ruolo nel progetto politico della Rsi, evidenziando come la loro funzione abbia contribuito non tanto al consolidamento del regime, quanto piuttosto alla sua frammentazione e alla sua incapacità di imporsi come un sistema coeso e disciplinato.

Parole chiave:Repubblica sociale italiana, guerra civile, fascismo

Federico Ricci, La giustizia dei traditi. L’attività dei Tribunali provinciali straordinari durante la Rsi (1943-44) in "ITALIA CONTEMPORANEA" 310/2026, pp 120-146, DOI: 10.3280/IC2026-310006