Titolo Rivista RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA
Autori/Curatori Micaela Castiglioni
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2026/1
Lingua Italiano Numero pagine 19 P. 127-145 Dimensione file 757 KB
DOI 10.3280/RSF2026-001007
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Ci chiediamo – mettendoci nei panni di una persona che sta male, degente all’interno di una struttura – che cosa potrebbe esserci di aiuto? Quale professionista desidereremmo? Se fossimo un famigliare preoccupato, cosa vorremmo? Adesso, proviamo a immedesimarci nel professionista sanitario o nell’operatore sociosanitario, e domandiamoci: chi o che cosa ci fa stare meglio nel luogo di lavoro? Secondo il nostro modo di vedere, sono interrogativi che ci permettono di calare meglio la nostra riflessione nella concretezza dell’esperienza di malattia e di cura potendo comprendere più in profondità quanto sottolineeremo circa la formazione umanistica dei professionisti della salute sia fisica che mentale. Nella contemporaneità i luoghi predisposti alla cura sono caratterizzati da un alto grado di complessità che vede coinvolti i vertici organizzativi e i professionisti sanitari nei diversi ruoli che ricoprono e nelle articolate funzioni che svolgono, spesso interconnesse. L’interazione tra curanti e pazienti si sviluppa all’interno di scenari in cui le dimensioni emotive, sociali e organizzative si intrecciano, richiedendo competenze che vanno oltre la mera tecnica. In tale cornice organizzativa, ad assumere un ruolo di centrale importanza è la formazione rivolta ai professionisti della salute: quelli in servizio e quelli che si stanno avvicinando alla professione attraverso i percorsi accademici. Pertanto, secondo la nostra prospettiva pedagogica, la formazione di base e in servizio non può essere esclusivamente tecnica ma aperta al recupero di quell’approccio olistico, già radicato nella tradizione ippocratica, che invita a mettere al centro il paziente/utente inteso come persona, tramite l’integrazione di competenze umanistiche, narrative ed educative nel lavoro di cura. Il riconoscimento dell’importanza di tale progettualità formativa implica legittimare l’integrazione della Medicina delle Evidenze Biologiche alla Medicina BioPsicoSociale, secondo la proposta propria delle Medical Humanities e della Medicina Narrativa.
Parole chiave:Cura, Complessità, Formazione, Professionisti sanitari, Medical Humanities, Medicina Narrativa.
Micaela Castiglioni, La Medicina Narrativa e la cura di sé del professionista sanitario nei contesti di cura in "RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA" 1/2026, pp 127-145, DOI: 10.3280/RSF2026-001007