L’autore propone una lettura del campo analitico nelle supervisioni di gruppo. L’ipotesi è che il campo si strutturi intorno a pattern relazionali che tendono a ripetere relazioni d’oggetto primarie, fantasmi originari, scene traumatiche, parti scisse che vengono messe in scena nel gruppo-équipe. Tale visione resta centrata sul soggetto, anche se in oscillazione con una scena primaria di gruppo, la cui comprensione richiede una integrazione tra modelli monopersonali e concezioni di campo transpersonali. Il soggetto e la sua storia funzionano da potenti attratto-ri, che mettono in risonanza immagini di pensiero disperse, da cui il soggetto emerge infine come una immagine olografica, policentrica e condivisa. Elemento centrale è la scena prima-ria, il cui fantasma funziona da organizzatore del campo, mentre i concetti di transfert topico e di oscenalità mostrano i movimenti dei fantasmi primari, nel gioco di interfaccia tra il soggetto e il gruppo.