L’autrice di questo articolo sviluppa un pensiero relativo alla di-mensione dei movimenti intrapsichici e relazionali che avvengono in un percorso psicoanalitico quando emerge la presenza di situazioni in cui la sofferenza poggia su esperienze traumatiche relative a importanti carenze nell’area primaria dell’esperienza. Ci parla di un caso clinico che presenta uno stato di angoscia profondo, di dipendenza affettiva e da sostanze che minano la sua capacità di autonomia sociale. Si pre-sentano gravi episodi di dissociazione, con rischi di compromissione della stabilità e senso di sicurezza, che hanno richiesto l’ascolto e il contenimento di stati di crollo psicologico. Una esperienza in cui av-vengono trasformazioni psichiche nei soggetti (analista e paziente), come nella relazione, richiedendo l’attraversamento di movimenti che, per poter accedere ad elaborazioni verso la vitalità, devono poter tolle-rare fasi mortifere con il rischio di distruzione del contenitore analitico. Il metodo teorico-clinico proposto, poggia sulla relazione elaborati-va e trasformativa contenitore?contenuto e dei legami (secondo Bion), sugli aspetti dinamici dell’esperienza clinica, che vanno a com-prendere rovesciamenti di prospettiva, il lavorare con aree psicotiche, poggiandosi sul negativo (Green, 1983).