RISULTATI RICERCA

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Costanza Buttinelli

Ti leggo, ti leggi

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

L’autrice, nel suo lavoro, presenta forme narrative della letteratura per l’infanzia e modi per mediarle in contesti istituzionali, con gruppi di bambini in età scolare. Accenna al progetto: “Libri senza parole destinazione Lampedusa”, curato da IBBY, International Board on Book for Young People, dallo Scaffale d’Arte del Palazzo delle Esposizioni di Roma e da Debora Soria che si avvale di silent book selezionati per accogliere migranti di ogni età. L’autrice cita Maurice Sendak, artista che ha fatto la storia della letteratura per l’infanzia e il suo capolavoro: Nel paese dei mostri selvaggi. L’autrice sottolinea l’importanza della qualità editoriale, che si esprime in linguaggio accurato, letterario, ricco di senso, nel caso di testi linguistici e iconografici. Si citano autori contemporanei e illustratori per l’infanzia, la cui cifra stilistica e i contenuti sono universalmente riconosciuti, rappresentativi per ricerca formale. Si accenna all’importanza della bellezza, come educazione alla sensibilità, citando l’opinione di Calvino, Campo, Brodskij e sviluppando una riflessione sulla lettura come prezioso e fondamentale arricchimento educativo.

Saveria Toscano

Il racconto psicoanalitico fra trauma e soggettivazione

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

L’autrice in questo articolo esplora il rapporto tra trauma e soggettivazione a partire dall’ipotesi che l’esperienza traumatica, in quanto eccedente la capacità di simbolizzazione, si configuri come un’interruzione della narrazione di sé. In questa prospettiva, ciò che non può essere rappresentato tende a permanere sotto forma di tracce non simbolizzate esprimendosi attraverso il corpo, l’agito o configurazioni relazionali ripetitive. Attraverso il materiale clinico presentato, viene messo in luce il passaggio da modalità espressive centrate sull’azione a una progressiva possibilità di rappresentazione e di racconto. Il processo analitico è inteso come uno spazio in cui tale trasformazione può avvenire grazie alla funzione di contenimento e alla costruzione condivisa di senso. Il racconto psicoanalitico viene così considerato non solo come strumento di comprensione, ma come dispositivo trasformativo, capace di favorire l’integrazione dell’esperienza traumatica e l’avvio del processo di soggettivazione.

Giulia Russo

Quando la storia non è narrata: un caso clinico

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

Il presente contributo nasce dall’esigenza di interrogarsi su ciò che accade quando la storia del paziente non si presenta in forma chiara, lineare e narrabile. Nel setting privato così come in quello istituzionale, infatti, il paziente può tacere, cambiare discorso o fornire versioni parziali e contraddittorie, rendendo difficile accedere alla sua sofferenza. Viene presentato il caso di una paziente ricoverata in un reparto di riabilitazione psichiatrica, la cui storia emerge non come racconto continuo, ma come insieme di frammenti, omissioni e versioni discordanti. L’articolo non intende proporre una lettura diagnostica, bensì esplorare cosa accade quando l’impossibilità del soggetto di raccontarsi coesiste con una richiesta di aiuto. Nei contesti istituzionali, attraversati da terzi, interruzioni e discontinuità, anche il lavoro d’équipe diventa luogo di raccolta e trasformazione dei frammenti clinici. Attraverso i contributi di Bion, Ferenczi, Botella e Kaës, viene proposta una riflessione sulla funzione dell’analista come contenitore del non-rappresentabile e sul controtransfert come spazio di pensabilità del dolore non simbolizzato.

Alessandra Dore

“C’era una volta”, le fiabe e l’ascolto psicoanalitico

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

Il lavoro indaga il rapporto tra le fiabe e ascolto psicoanalitico; l’interesse per le fiabe in ambito psicoanalitico è stato condiviso da diversi autori, tra cui Freud, che ne hanno riconosciuto il valore simbolico e terapeutico. L’utilizzo delle fiabe può facilitare il rapporto terapeutico favorendo una lettura del mondo interno del paziente. Il riferimento ad alcune fiabe dei fratelli Grimm è stato di aiuto nelle terapie di alcuni pazienti che avevano sofferto per il fallimento nelle relazioni di accudimento. Attraverso brevi flash clinici, si evidenzia come la presenza di traumi familiari possa avere un impatto significativo sulla vita psichica del paziente. Concetti quali i fantasmi nella stanza dei bambini, descritti da Fraiberg, o la cripta psichica teorizzata da Abraham e Torok, aiutano a comprendere come la trasmissione transgenerazionale dei traumi e dei segreti possa determinare vissuti di grande sofferenza. In questo contesto, la fiaba si configura come uno spazio protetto e simbolico in cui il paziente può esplorare le proprie ferite, riconoscere i propri fantasmi interiori e iniziare un percorso di elaborazione del dolore.

Maria Antonietta Fenu

Sogno e anoressia: poetiche di svelamento nel paziente adolescente

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

L’autrice cita la tecnica delle Cancellature dell’artista concettuale Emilio Isgrò, per delineare l’itinerario espressivo dei sogni nel percorso di psicoterapia psicoanalitica, con riferimento al paziente adolescente. In base alle cancellature di Isgrò resta leggibile una sola frase o una sola parola della pagina del testo trattato, sicché la parola salvata accende un senso strutturale nella mente di chi legge. Un percorso analogo segue la narrazione dei sogni nel corso della psicoterapia: alcuni frammenti sono salvati e, a loro volta, sono declinati tra registro dell’immaginario e registro simbolico, veicolando significati che trovano il proprio senso nell’ascolto psicoanalitico. L’esercizio della narrazione del sogno assume dunque una funzione di specchio, favorendo nell’adolescente i processi che Raymond Chan chiama: Soggettualizzazione e Soggettivazione. L’autrice propone infine al lettore il materiale onirico complessivo, dal primo all’ultimo sogno, condiviso nel trattamento di una ragazza anoressica: si apprezza allora come il discorso onirico prenda la forma di un tessuto narrativo unitario riassumendo mirabilmente la storia interiore. Grazie alla rêverie condivisa in seduta, e senza il ricorso alle interpretazioni chiuse, la coppia psicoanalitica arriva a toccare livelli profondi, sino al preverbale, dando libero spazio alla dimensione poetica dello svelamento interiore.

Giovanni Starace

Genesi di un mito. Diego Armando Maradona e la città di Napoli

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

L’intento del saggio è quello di esplorare e comprendere l’origine di una narrazione su un personaggio eroico, ma nell’intima congiunzione con la cultura che ha incontrato. Diego Armando Maradona, un eroe venuto da lontano, diventa in breve tempo un figlio adottivo della città di Napoli. Nasce una narrazione mitica dove la realtà si fa immaginazione in cui l’incontro tra una vicenda individuale e una storia collettiva assumono il carattere della atemporalità: mediante un lavoro di trasformazione delle esperienze sensoriali ed emotive in oggetti simbolici dotati di senso. Secondo il pensiero dell’autore, nel caso Maradona c’è un’attenta costruzione di una storia, arricchita da tutti gli ingredienti della spettacolarizzazione post-moderna, che ha creato un mito unico, in una congiunzione di identificazioni reciproche tra il personaggio e la gente comune, tra elementi del passato e del presente. L’autore ha adottato un’esposizione in cui pensiero ed emozioni costituiscono una materia unica, viva e pulsante, al fine di realizzare una comprensione profonda degli eventi.

Fabio Fiorelli

Le narrazioni tra costruzione e deformazione

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

L’autore esamina il complesso rapporto tra narrazione e psicoanalisi. Attraverso l’analisi del dibattito tra Viderman e Pasche, vengono messe a confronto due posizioni antitetiche: da un lato la concezione della psicoanalisi come attività costruttiva e immaginativa, dall’altro la difesa della possibilità di una ricostruzione storica oggettiva. Il lavoro approfondisce il ruolo della deformazione come meccanismo fondamentale per l’accesso all’inconscio, evidenziando come narrare significhi inevitabilmente trasformare e deformare il materiale psichico. Vengono esaminate le critiche alle posizioni narratologiche, in particolare il rischio di dissolvere la specificità della metapsicologia freudiana e di perdere il riferimento alla verità storica. L’articolo si allarga infine a prospettive filosofiche ed epistemologiche – Castoriadis, costruttivismo radicale – che pongono l’immaginazione e la capacità costruttiva al fondamento stesso dell’umano. In conclusione, l’autore propone una classificazione dei diversi livelli narrativi, dalle grandi narrazioni strutturanti fino alle storie soggettive, sottolineando la natura inevitabilmente poietica dell’essere umano.

Giuseppe Civitarese

La scrittura in psicoanalisi come esercizio di teoria critica

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

La scrittura psicoanalitica non è mera trascrizione di pensieri: è corpo, gesto, azione. Come la langue saussuriana è il ghost-writer invisibile delle parole, così l’inconscio è strutturato come scrittura – sistema differenziale di tracce, scarti, silenzi. Il linguaggio non coincide mai con l’esperienza: la nomina, ma così facendo la consuma e in parte la cancella. La scrittura analitica autentica, consapevole di questo limite, procede per via metonímica, come il sogno: non dimostra, ma evoca. Le vignette cliniche ne sono il banco di prova più rigoroso – autoritratto dell’analista, campo in cui affiora inevitabilmente la dimensione estetica e corporea del lavoro. Esempi tratti da supervisioni mostrano come elementi apparentemente insignificanti – uno sfondo scuro, una riga nera, un’omofonia fortuita – possano concentrare valenze inattese, rivelare il negativo che abita ogni testo. Scrivere è dunque un esercizio etico: non perché riveli una verità ultima, ma perché rinuncia a possederla.

Adelina Maugeri

Editoriale

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026