La galassia delle identità di genere non binarie è una frontiera del pensiero psicoanalitico contemporaneo, un terreno accidentato su cui diversi presupposti teorici mostrano i propri limiti. Sono mondi fluidi, in continua evoluzione, carichi di potenziale trasformativo per gli individui che li abitano, così come per i clinici che vi si confrontano. Nel presente articolo l’autore indaga questi concetti attraverso il caso clinico di una persona adolescente AFAB (Assigned Female At Birth) che si interroga sulla possibilità di iniziare un percorso di transizione di genere. Lungo il tragitto emergono dubbi, domande, spunti che richiedono una radicale messa in discussione di presupposti e definizioni. Sarà quindi necessaria una contaminazione di competenze trasversali, dalla fenomenologia agli studi di genere, attraverso un’analisi del simbolismo onirico, archetipico e alchemico di matrice junghiana, che vengono messe in dialogo alla ricerca di una chiave di accesso a tali modalità di essere nel mondo. Per fare ciò bisognerà adottare una nuova postura, non vincolata a descrizioni precostituite o a vertici di osservazione binari e normocentrici, più vicina all’esperienza del corpo e del tempo vissuto di queste soggettività dinamiche.