L’articolo ricostruisce l’evoluzione della partnership pubblico-privato nelle attività spaziali dagli anni Sessanta ad oggi, soffermandosi, in particolare, sul modello statunitense e su quello europeo. Il primo è un modello a trazione privata (ma con una forte connessione tra apparato della difesa e oligopoli privati), che ha puntato molto sulla deregolazione interna, sull’inserimento negli interstizi e nelle lacune della regolazione internazionale, sul conferimento di un elevato margine di azione alle corporations private operanti nelle Big Tech, sulla premialità per la ricerca tecnologica innovativa e dirompente, sulla flessibilità e derogabilità delle regole di concorrenza. Il secondo è invece un modello misto, edificato sul coordinamento e la cooperazione tra internazionale, sovranazionale e nazionale, tra pubblico e privato, tra tecnica e politica, meno dinamica sul piano dell’innovazione e della rapidità di realizzazione, più sensibile ai temi della sostenibilità, più attenta alla regolazione, alla armonizzazione, alla redistribuzione proporzionata degli investimenti sul tessuto industriale.