Il volume presenta una ricognizione critica di opere tese a interrogare la condizione operaia e la realtà della fabbrica nel nostro Paese, dai prodromi di narrazioni operaie alle più recenti prove di scrittura working class. Attraverso le voci di autori imprescindibili come Davì, Ottieri, Volponi, Balestrini, Di Ciaula e Rea, emerge un increspato affresco di radicali mutamenti economici, politici e culturali, segnato da lotte e rivendicazioni, infortuni e morti sul lavoro, pane e sangue, appunto. Il testo è arricchito da interviste con autori che hanno sondato la costellazione della fabbrica narrata, e non di rado vissuta sulla propria pelle, che concorrono a dischiudere ulteriori prospettive di riflessione sul tema.
cod. 1116.37