Il conflitto di Gaza scoppiato a seguito degli attacchi terroristici del 7 ottobre 2023 si sta configurando sempre più come “guerra asimmetrica”, o ineguale, tra l’esercito regolare israeliano e Hamas. Sebbene Hamas sia stata annoverata come formazione terroristica da paesi appartenenti al blocco Nato in aggiunta a Israele e Giappone, il gruppo presenta caratteristiche peculiari che collimano con le categorie politiche e – si potrebbe aggiungere – geopolitiche individuate da Carl Schmitt nel libro pubblicato nel 1963 dal titolo Teoria del partigiano. In questo trattato, infatti, il teorico tedesco, partendo dalla considerazione dei nuovi scenari bellici e dalla crisi dello Stato nel panorama internazionale, mette in evidenza gli elementi che hanno caratterizzato le formazioni partigiane nella storia otto-novecentesca, enfatizzando, tra gli altri, anche il fattore geografico. Prendendo le mosse dal quadro teorico ed epistemologico formulato da Schmitt, annoverando anche la letteratura geografica già presente sul tema, il presente articolo si pone l’obiettivo di inserire Hamas e il conflitto a Gaza all’interno di una cornice di riflessione critica non ancora sviluppata in letteratura e che potrebbe contribuire a meglio comprenderne la natura e a rivedere, potenzialmente, lo stesso intervento bellico nel teatro vicino-orientale.