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William Chiaromonte

Stranieri e prestazioni sociali nella giurisprudenza costituzionale, fra scrutinio di ragionevolezza e giudizio antidiscriminatorio

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 189-190 / 2026

Il saggio ricostruisce gli orientamenti della Corte costituzionale in materia di accesso degli stranieri alle prestazioni di sicurezza sociale, mettendo in luce le tensioni esistenti tra il principio di eguaglianza e la discrezionalità legislativa anche alla luce dei vincoli derivanti dal diritto dell’Unione europea. L’analisi si concentra sulla distinzione tra prestazioni essenziali e non essenziali, sui requisiti di residenza qualificata quali condizioni di accesso alle prestazioni sociali e sul diverso utilizzo dello scrutinio di ragionevolezza e del giudizio antidiscriminatorio, anche nel quadro del dialogo tra Corti. Ne emerge un panorama non sempre lineare: accanto a decisioni che ampliano la tutela dei diritti sociali degli stranieri si registrano soluzioni più restrittive, il che evidenzia il ruolo centrale, ma talora oscillante, giocato dalla giurisprudenza costituzionale.

Giulio Prosperetti

Rappresentatività sindacale e contrattazione collettiva

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 189-190 / 2026

Il contributo analizza criticamente il sistema italiano di contrattazione collettiva, mettendo in evidenza il superamento della rappresentanza privatistica a favore della rappresentatività sindacale quale criterio centrale di legittimazione. Attraverso l’esame delle principali evoluzioni normative e giurisprudenziali, l’Autore evidenzia l’affermazione di modelli fondati sul consenso maggioritario e propone di interpretare il contratto collettivo come fontefatto, efficace nei rapporti individuali tramite rinvio.

Madia D’Onghia

Corte costituzionale e previdenza sociale. Sostenibilità economica ed effettività dei diritti sociali

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 189-190 / 2026

Il contributo analizza la giurisprudenza della Corte costituzionale in materia di previdenza sociale, con particolare riferimento alle sentenze emanate durante l’esperienza di Silvana Sciarra. L’indagine evidenzia il costante bilanciamento tra effettività dei diritti sociali e sostenibilità finanziaria, mettendo in luce criteri di giudizio, continuità evolutive, dialogo con il legislatore e limiti dell’intervento giudiziale in un sistema in crisi.

Angelo Cerulo

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo e la giurisprudenza costituzionale: una fragile armonia

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 189-190 / 2026

Il saggio analizza la evoluzione della giurisprudenza costituzionale in materia licenziamento per giustificato motivo oggettivo nella dialettica con la giurisprudenza di legittimità. Particolare attenzione è dedicata, da un lato, alla sentenza n. 59 del 2021, che ha censurato la facoltatività della reintegrazione prevista dall’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, e, dall’altro, alla sentenza n. 125 del 2022, che ha affrontato il tema della manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento. L’analisi si estende poi al regime introdotto dal Jobs Act, esaminato alla luce della sentenza n. 128 del 2024. Il saggio si conclude con l’auspicio che il legislatore recepisca i moniti della Corte costituzionale volti a ricondurre a unità l’attuale disciplina.

Valeria Marcenò

Per una riscoperta del principio lavorista: la disciplina dei licenziamenti illegittimi nella giurisprudenza costituzionale

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 189-190 / 2026

Il contributo, dopo aver analizzato l’evoluzione della giurisprudenza costituzionale in materia di licenziamenti illegittimi dell’ultimo decennio e messo in evidenza quei punti che possono considerarsi ormai consolidati, mette in discussione i presupposti interpretativi che ne hanno orientato gli sviluppi più recenti. A partire dalla sentenza n. 45 del 1965, la Corte costituzionale ha escluso che il diritto al lavoro (art. 4 Cost.) implichi un diritto alla stabilità nel posto di lavoro, legittimando una pluralità di rimedi e la progressiva riduzione dell’ambito della tutela reintegratoria a favore di quella indennitaria. L’articolo propone una rilettura critica di questo assetto, interrogandosi se l’esclusione della reintegrazione quale rimedio costituzionalmente necessario non derivi da una interpretazione riduttiva del principio lavorista, alla luce della concezione del lavoro come fondamento della Repubblica e strumento di emancipazione personale e partecipazione sociale.

Giovanni Orlandini

La tutela economica per licenziamento illegittimo al vaglio del test di ragionevolezza: note critiche sul regime dei rimedi nelle piccole imprese

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 189-190 / 2026

Il saggio si interroga sul fondamento costituzionale del regime rimediale del licenziamento nelle piccole imprese, meno favorevole rispetto a quello applicabile nelle imprese di maggiori dimensioni anche dopo la sentenza n. 118/2025 della Corte costituzionale che ha elevato il massimale dell’indennità previsto dall’art. 9, d.lgs. n. 23/2015. La compressione del diritto al pieno risarcimento dei lavoratori delle piccole imprese si configura tanto più irragionevole se confrontato con la tutela risarcitoria garantita ai lavoratori protetti dalla tutela reale. Alle anomalie e incongruenze del regime rimediale vigente nel nostro ordinamento viene contrapposta la lineare prospettiva seguita dal Comitato europeo dei diritti sociali sulla base dell’art. 24 della Carta sociale europea, il cui recepimento nella legislazione nazionale sarebbe per l’a. adesivo ai valori costituzionali e ai generali principi dell’ordinamento civile.

Raffaella Niro

In margine alla “riscoperta” delle norme costituzionali sul lavoro nella giurisprudenza costituzionale dell’ultimo decennio

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 189-190 / 2026

Il contributo mira a svelare come – al fondo della giurisprudenza costituzionale dell’ultimo decennio sui temi giuslavoristici – si celi la “riscoperta” dell’efficacia precettiva delle norme costituzionali dedicate al lavoro e alla previdenza, oscurata dalla crisi economica e finanziaria. Riprendendo il filo della propria giurisprudenza degli anni Sessanta/Settanta del Novecento, la Corte costituzionale recupera il disegno costituzionale sul lavoro inteso sia come diritto di libertà della persona, sia come obiettivo che i pubblici poteri devono impegnarsi a garantire nella misura massima possibile (la “piena occupazione”), nonché a proteggere, circondandolo di idonee garanzie. In questa prospettiva – avvalorata dal richiamo alle fonti europee e internazionali – sia le soluzioni adottate sia le tecniche decisionali utilizzate non solo si giustificano, ma si rivelano come costituzionalmente imposte.

Andrea Simoncini

Il diritto del lavoro alla prova della giustizia costituzionale. Il rapporto tra la Corte e il potere legislativo

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 189-190 / 2026

L’articolo esamina il rapporto tra Corte costituzionale e legislatore nel diritto del lavoro, muovendo dall’idea che il lavoro occupi una posizione centrale nella Costituzione italiana non solo sul piano dei valori costituzionali, ma anche come ambito privilegiato del suo carattere trasformativo. In questa prospettiva, il diritto del lavoro è letto come spazio costituzionale del “già e non ancora”, nel quale al riconoscimento di situazioni giuridiche soggettive si accompagna la promozione di condizioni volti a renderle effettive. Il contributo ricostruisce le principali forme attraverso cui la Corte ha governato l’attuazione costituzionale in presenza di inerzie o insufficienze legislative: dal monito al seguito legislativo, dall’innalzamento progressivo della pressione argomentativa fino all’intervento demolitorio, secondo una dinamica dialogica ma graduata. Attraverso l’analisi di casi emblematici, l’Autore sostiene che questa geometria variabile non risponde a logiche meramente politicoideologiche, bensì a una razionalità propriamente giuridica, individuata nel principio di ragionevolezza. Quest’ultimo è proposto come principio di sistema e criterio di orientamento del bilanciamento tra promozione dei diritti sociali, discrezionalità legislativa e rispetto della separazione dei poteri.

Il contributo, prendendo spunto da taluni casi di rinvio pregiudiziale proposti dalla Corte costituzionale, si interroga sulle forme di dialogo che questa ha recentemente intrattenuto con la Corte di giustizia in materia di tutela di diritti sociali garantiti in pari tempo dall’ordinamento italiano e da quello dell’Unione europea, in particolare a cittadini di Paesi terzi.

Pietro Curzio

Il rapporto tra ordinamento nazionale e ordinamento dell’Unione europea nella giurisprudenza della Corte costituzionale

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 189-190 / 2026

Il saggio analizza l’evoluzione del principio del primato del diritto eurounionale nei rapporti con l’ordinamento interno, attraverso la giurisprudenza della Corte di giustizia e della Corte costituzionale. Dopo avere ricostruito la dottrina Granital, l’ampliamento del concetto di norma direttamente applicabile e le modifiche costituzionali intervenute con riferimento agli artt. 11 e 117, c. 1, Cost., il contributo si sofferma sulle conseguenze del Trattato di Lisbona e sul rilievo assunto dall’obiter dictum del 2017 nei casi di duplicità del contrasto. Particolare attenzione è dedicata alle recenti sentenze in materia di diritto del lavoro e sicurezza sociale al fine di verificare come la Corte costituzionale stia ridefinendo il rapporto tra disapplicazione della norma interna, incidente di costituzionalità e tutela dei diritti.

Luca Nogler

Il pensiero giuslavoristico in Corte costituzionale (2014-2024): pagine introduttive

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 189-190 / 2026

Il saggio analizza le più importanti sentenze in materia di diritto del lavoro che la Corte costituzionale ha adottato negli ultimi dieci anni. La tesi sostenuta dall’Autore è che la presenza di giudici con specifiche conoscenze in materia di diritto del lavoro aiutano la Corte ad adottare sentenze che incidono sistematicamente sugli orientamenti della giurisprudenza. In particolare, l’Autore pone in evidenza il dialogo tra Corte costituzionale e Corte di Cassazione che ha avuto luogo negli ultimi dieci anni.

Giovanni Cazzetta

Pensiero giuridico e pensiero giuslavoristico

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 189-190 / 2026

Il saluto presenta il Convegno come esito di legami scientifici tra il Centro di Studi Paolo Grossi, i Quaderni fiorentini, il Giornale di diritto del lavoro e Silvana Sciarra. Richiamando Grossi e Giugni, delinea un “pensiero giuslavoristico” radicato nella storicità del diritto e nella realtà sociale, contrario al formalismo e attento al nesso tra lavoro e cittadinanza sociale. La giustizia costituzionale è indicata come lo spazio in cui questa prospettiva rilegge i diritti nel contesto della trasformazione dello Stato sociale.

A cura della Redazione

Book reviews

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 1 / 2026

Michel S. Zouboulakis

John Stuart Mill’s System of Taxation reconsidered

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 1 / 2026

J.S. Mill’s tax theory and policy is commonly apprehended as aiming to preserve a maximum of incentives for accumulation, and longterm distributive justice. We believe that this assessment overemphasizes the liberal aspects of his economic analysis as against his broader Utilitarian perspective in policy matters. Mill’s fiscal policy was closely related to his strategy of political and social reform aiming at the elevation of mankind. This article aims to reconsider Mill’s system of taxation within the Classical School, under his three inseparable philosophical traits, i.e. Liberalism, Utilitarianism and Social Reformism. After reviewing the Classical principles of taxation of Smith and Ricardo, we present Mill’s own viewpoints on various categories of taxation, namely income, property and consumption, hoping that his ideas may eventually enrich this perennial debate.

Juan Antonio Giménez Espín

Value Judgments and the Making of Economic History: From John Neville Keynes to Contemporary Debates

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 1 / 2026

This article revisits the longstanding debate on the role of value judgments in economics by tracing its evolution from the late nineteenth century to the present. Beginning with J. N. Keynes’s tripartite distinction, it examines how leading figures such as Friedman, Robbins, Schumpeter, Myrdal, Röpke, Heilbroner, Sen, Wight, and Dasgupta conceptualized the relationship between positive analysis and normative commitments. By classifying these thinkers into three epistemological categories, the study shows that methodological positions on value judgments have shaped both economic reasoning and the interpretation of historical processes. Synthesizing in a single framework the perspectives of these principal economists, it highlights continuities and divergences that illuminate the intellectual history of economics. The article argues that recognizing the normative underpinnings of economic reasoning is essential for understanding the historiography of economics, the practice of economic history, and the pedagogical transmission of ideas. Beyond description, the proposed classification provides a framework to reassess how ethical and methodological commitments inform historical inquiry in economics.

Gabriele Guzzi, Eleonora Sanfilippo

Marx, Keynes, Technological Progress and Labor: A Backward-looking Perspective on Artificial Intelligence and Time-use

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 1 / 2026

The impact of technological progress on labor has always interested economists and policymakers, especially today with AI’s development. This paper examines the issue from a seemingly distant perspective, namely through the contributions of two giant economists of the past, Marx and Keynes. Regarding Marx, we reconstruct the link between liberation from alienated labor and machine neutrality. Regarding Keynes, we reconsider Economic Possibilities for Our Grandchildren (1930), where the impact of technology on individuals is analyzed. Despite their wellknown theoretical differences, our main finding is that for both authors, time (whether saved, spent, devoted to work, or freed from work) and power (in terms of capital and knowledge access and distribution) remain fundamental to a full assessment of the impact of technology on human beings. Drawing on these insights, the final section addresses current challenges posed by generative AI - such as the reallocation of time, the preservation of creativity, and the cognitive risks of automation - and outlines a set of public policy suggestions inspired by Marx’s and Keynes’s reflections on the impact of technological progress.

Virginia Anastasia Fournari

The Reception of Bretton Woods Decisions through Unofficial Expertise: The Economist M. Goudi and the Greek Reconstruction

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 1 / 2026

The paper aims to introduce into international economic developments the less discussed dimension of the unofficial expert for the understanding and significance of an international “fait accompli” within a member state of an international economic conference. This expertise is most relevant to the conference of the twentieth century: the Bretton Woods conference, a landmark in world economic history. The study is intended to inform the banking elite of Greece. It was written a few months after the decisions of the Conference, during the crucial period for Greece of the armistice of the civil war and before the country decided to implement the obligations it assumed as a member state. The combination of epistemological and practical factors makes informal expertise important at the time the study was written. Its content lies in the Conference’s institutionalization of the liberal multilateralist perspective of an open economy, which reinforces new ideas in the macroeconomic management of a state facing the crisis of civil war.

Luca Sandonà

The “Single point” Wage Indexation and Inflation Control: The Lively Debate in Italy (1975-85)

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 1 / 2026

This paper examines the Italian academic debate on inflation control after the 1975 single point wage indexation reform of the working collective general agreements through the 1985 popular referendum, which confirmed the revision of this act by Bettino Craxi’s government. This study aims to highlight how competing schools of economic thought – neoliberal, heterodox leftwing, liberal, and reformist – influence policy proposals, reflecting different political philosophies and social class allegiances. Consequently, this work focuses on key events, including the Modigliani controversy and Ezio Tarantelli’s predetermination proposal. The inflation interpretations are contextualised in the political, cultural, social, and historical scenarios in which they were elaborated. Finally, this study attempts to explain why the Italian economic culture rejected the idea of inflation as a consequence of monetary supply and emphasised inflation as a costpush phenomenon.